Sicilia, primo giorno di fermo degli autotrasportatori: porti fermi e rischio scaffali vuoti

I porti commerciali dell'Isola fermi per cinque giorni; il Comitato incontra il presidente della Regione ma il blocco resta.

15 aprile 2026 09:25
Sicilia, primo giorno di fermo degli autotrasportatori: porti fermi e rischio scaffali vuoti - Credit Foto Inarrestabili
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La pagina social Inarrestabili ha annunciato il primo giorno di fermo degli autotrasportatori in Sicilia: una protesta che riguarda tutti i porti commerciali dell'Isola e che, secondo gli organizzatori, durerà complessivamente cinque giorni se non arriveranno risposte formali dal Governo.

Il segretario del Comitato trasportatori siciliani, Bella, avverte che i supermercati dispongono di un'autonomia di tre-quattro giorni e che «se non sarà trovata una soluzione, gli scaffali resteranno vuoti». Il messaggio è chiaro: il blocco mira a interrompere il rifornimento della Gdo fino a quando non saranno sottoscritti impegni formali dalle istituzioni centrali.

Dettagli della protesta

Secondo il Comitato, l'adesione al fermo è quasi totale: «Il 90% delle aziende che effettuano trasporto intermodale ha aderito al fermo», afferma Bella. La mobilitazione è confinata ai porti e, sottolineano gli organizzatori, «non ci saranno né blocchi né presidi stradali»: i trasportatori spiegano che essendo operatori privati non sono obbligati a prendere i rimorchi dalle navi e, «a queste condizioni non ci conviene lavorare», quindi restano a casa.

Incontro con la Regione

Per cercare di evitare una crisi generalizzata, il presidente della Regione siciliana, Schifani, ha convocato una delegazione del Comitato. All'incontro hanno partecipato anche il presidente dell'Ars Galvagno e gli assessori Dagnino (Bilancio) e Aricó (Trasporti). Secondo il resoconto fornito dallo stesso Bella, la Regione si è dichiarata disponibile a stanziare somme per il combinato strada-mare e ad accelerare un incontro con il Ministro Salvini, ritenuto interlocutore determinante perché «i nostri problemi possono essere risolti solo dal MIT».

Nonostante la disponibilità mostrata a Palermo, il Comitato mantiene il fermo: «Il fermo quindi rimane, l'adesione in Sicilia è totale e, in mancanza di risposte concrete, continueremo ad oltranza», si legge nel comunicato.

Impatti attesi e prossimi sviluppi

Gli effetti immediati toccano la catena degli approvvigionamenti: con punti vendita che dispongono di scorte limitate, la Sicilia rischia carenze di beni di prima necessità in pochi giorni. Sul piano politico, la partita resterà aperta sui tempi e sulla natura degli impegni che il Governo centrale intenderà assumersi, oltre alla possibilità che vengano stanziate risorse per sostenere il trasporto combinato.

Da oggi saranno da monitorare tre elementi fondamentali: l'eventuale escalation dell'adesione, la risposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le contromisure che la Gdo e le autorità regionali metteranno in campo per limitare i disagi. Per ora, il blocco annunciato da Inarrestabili e confermato dal Comitato resta in vigore e il mercato isolano entra in una fase di forte tensione.

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