Sei arresti in Sicilia per truffe agli anziani: finti Carabinieri e refurtiva recuperata

Operazione del Gruppo Carabinieri di Monreale: tre blitz tra il 12 e il 14 maggio, sei arresti, una denuncia e denaro e gioielli restituiti alle vittime.

A cura di Redazione
19 maggio 2026 09:13
Sei arresti in Sicilia per truffe agli anziani: finti Carabinieri e refurtiva recuperata -
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Sei arresti e una denuncia: è il bilancio di tre operazioni condotte dal Gruppo Carabinieri di Monreale tra il 12 e il 14 maggio contro la tecnica del "finto Carabiniere", usata per truffare persone anziane. Le indagini, coordinate dalla Procura e svolte in raccordo tra reparti territoriali e investigativi, hanno permesso di sventare più raggiri e recuperare la refurtiva.

A Geraci Siculo, il 12 maggio, i militari del N.O.R.M. – Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Petralia Sottana, con supporto dell'Arma locale, hanno dato esecuzione a una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 53enne catanese. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Termini Imerese su richiesta della Procura, ricostruisce una truffa aggravata commessa attribuendosi la falsa identità di appartenente alle Forze dell'Ordine.

Nel pomeriggio del 13 maggio a Castelbuono, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cefalù e della locale Stazione hanno arrestato due persone ritenute responsabili di tentata truffa aggravata ai danni di un'83enne. La lucidità della vittima, che ha interrotto la chiamata sospetta e ha contattato il NUE 112, è stata determinante: l'intervento immediato dei militari ha poi permesso di intercettare e bloccare il veicolo con a bordo i due sospettati.

Il 14 maggio a Misilmeri, i militari del N.O.R. e della locale Stazione hanno arrestato in flagranza tre catanesi accusati di truffa aggravata ai danni di una pensionata. La donna, contattata telefonicamente da finti appartenenti all'Arma, era stata convinta a consegnare denaro e preziosi: l'intervento tempestivo ha portato al recupero integrale del bottino e alla restituzione dei beni alla legittima proprietaria. Nel corso dell'operazione uno degli arrestati è stato inoltre denunciato per falsità materiale dopo il ritrovamento di targhe contraffatte nell'auto utilizzata, poi sequestrata.

Le indagini confermano come la tecnica del finto Carabiniere faccia leva sulla paura e sugli affetti familiari delle vittime più fragili, spingendole a compiere immediati atti di consegna di denaro o gioielli. L'attività repressiva è stata affiancata da intensi servizi di controllo del territorio e dalla collaborazione tra compagnie locali di Monreale, Cefalù e Petralia Sottana.

Campagne di sensibilizzazione e appello dei Carabinieri

Parallelamente alle operazioni, i Comandi Compagnia hanno avviato iniziative di prevenzione rivolte ai cittadini insieme all'Arcidiocesi di Monreale, alla Diocesi di Cefalù e ai parroci locali. Sono state diffuse brochure, locandine e video informativi — prodotti dal Comando Generale dell'Arma — e distribuiti attraverso i canali istituzionali dei Comuni e nei principali luoghi di aggregazione. L'obiettivo è spiegare le principali tecniche dei truffatori e fornire semplici consigli pratici per difendersi.

I Carabinieri rinnovano l'invito, in particolare alle persone anziane, a diffidare di richieste telefoniche di denaro da parte di sedicenti appartenenti alle Forze dell'Ordine: "Nessun Carabiniere o magistrato chiederà mai somme di denaro o consegne immediate di preziosi". In caso di chiamate sospette, la raccomandazione è interrompere la comunicazione e contattare senza esitazione il NUE 112 o la Stazione Carabinieri più vicina per verifica e intervento.

L'attività recente mostra come la combinazione di rapidità d'intervento, collaborazione tra reparti e la prontezza delle potenziali vittime possa ridurre l'incidenza di questi reati e favorire il recupero della refurtiva, rafforzando al contempo le misure di prevenzione sul territorio.

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