Spari e intimidazioni a Palermo: Piantedosi annuncia 60 telecamere, opposizioni parlano di crisi sicurezza
Il ministro al question time: arresto immediato e stanziamenti per la videosorveglianza; opposizioni chiedono misure straordinarie oltre le telecamere.
Palermo resta al centro di un'accesa polemica sulla sicurezza dopo una nuova ondata di spari e intimidazioni: al question time alla Camera il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha annunciato l'installazione di 60 nuove telecamere in città e ha sottolineato che l'autore dell'ultimo episodio è stato «immediatamente arrestato». Le opposizioni, guidate dal vicepresidente di Italia Viva Davide Faraone, contestano però l'efficacia delle misure e parlano di una città in insicurezza.
Il ministro ha detto che il giovane ritenuto responsabile è stato individuato e arrestato «in poche ore», anche grazie al sistema di videosorveglianza già presente nell'area. Piantedosi ha aggiunto che, nella riunione in prefettura a Palermo, si è convenuto di regolare meglio gli orari di apertura dei pubblici esercizi e di rafforzare i sistemi di sorveglianza con l'installazione delle ulteriori 60 telecamere; dal 2024 sono stati stanziati circa 12,3 milioni di euro per implementare gli impianti in città.
Secondo quanto esposto dal titolare del Viminale, le misure hanno già prodotto effetti sui dati della delittuosità: tra il 2025 e il 2024 si registra un calo complessivo di oltre il 9%, mentre il confronto con il decennio precedente porta la flessione a circa il 24%. Piantedosi ha inoltre ricordato le operazioni interforze ad «alto impatto», la proroga fino al 23 ottobre della vigilanza rafforzata in alcune aree del centro e il ricorso a servizi straordinari con il contributo del Reparto prevenzione crimine: nel 2025 sono state svolte 320 operazioni provinciali con 5.148 operatori, e dall'inizio dell'anno ad oggi 126 operazioni con 1.689 operatori.
Sulla dotazione organica, il ministro ha evidenziato che sono stati assegnati alla questura di Palermo 148 operatori della polizia di Stato e 141 carabinieri al comando provinciale. Sul fronte antidroga, ha riferito di 133 operazioni nell'anno, con il sequestro di 200 chili di stupefacenti e la denuncia di 162 persone, di cui 145 in stato di arresto. Piantedosi ha inserito questi interventi in un quadro nazionale di maggiori risorse, investimenti tecnologici e aumento degli stipendi alle forze dell'ordine, contrapponendoli ai tagli del passato.
Critiche dall'opposizione e richieste di interventi straordinari
La replica politica non si è fatta attendere. Davide Faraone ha definito la risposta del ministro «insufficiente», sostenendo che «mentre a Palermo si torna a sparare, i boss vengono scarcerati e la mafia si riorganizza». Faraone ha richiamato episodi recenti — tra cui un colpo di fucile «contro una ragazza» e attacchi ai commercianti con proiettili di kalashnikov — e ha denunciato una percezione di abbandono: scarcerazioni dei boss, ricorso alle baby gang, presidi che «non funzionano» e una carenza di posti di blocco.
La deputata del M5S Daniela Morfino ha ammonito che «Palermo non può essere lasciata nelle mani del crimine» e ha collegato la spirale di violenza all'incendio dell'azienda Sicily by Car a Villagrazia di Carini, ricordando che la stessa impresa era già stata vittima di un attacco armato. Per Morfino il problema è un clima di intimidazione diffusa, non solo singoli episodi.
Anche il Pd — con la segretaria nazionale Elly Schlein e il segretario regionale Anthony Barbagallo — ha annunciato un'interrogazione urgente al governo e ha chiesto che gli interventi non si limitino alla videosorveglianza. Nel documento si invocano misure speciali e pattugliamenti intensificati, in particolare nelle ore notturne e nei quartieri periferici (Sferracavallo, Zen, Cep) e nel centro storico, oltre a un ulteriore potenziamento degli organici e politiche di riqualificazione urbana e sociale.
Il confronto rimette in primo piano il nodo strategico tra soluzioni tecnologiche e presenza visibile dello Stato sul territorio: da una parte il Viminale punta su investimenti in tecnologia, stanziamenti e risultati statistici; dall'altra le forze di opposizione chiedono interventi operativi immediati, più agenti in strada e misure speciali per arginare la riorganizzazione della criminalità e la diffusione di violenza armata.
La questione resta aperta in Aula: le interrogazioni e le richieste di atti ispettivi annunciate dalle opposizioni, insieme alla proroga delle aree sottoposte a vigilanza rafforzata fino al 23 ottobre, segnano le prossime tappe politiche e operative. Osservatori e residenti attendono ora l'attuazione pratica delle misure promesse e l'eventuale impatto delle nuove telecamere e degli ulteriori rinforzi sul livello reale di sicurezza cittadina.
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