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La Fiat Croma di Giovanni Falcone entra nel Museo del Presente: la visita di Giorgia Meloni e il valore della memoria
La Fiat Croma di Giovanni Falcone entra nel Museo del Presente: la visita di Giorgia Meloni e il valore della memoria
Cerimonia a Palermo per lo svelamento della vettura di Capaci: istituzioni, scorta e cittadini chiamati a custodire il patrimonio della memoria.
La visita del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al Museo del Presente "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino" a Palermo ha sancito lo svelamento della Fiat Croma su cui il 23 maggio 1992 persero la vita Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, in quella che la Fondazione Falcone definisce una giornata di straordinario valore istituzionale e civile.
La cerimonia e il ruolo delle istituzioni
La cerimonia ha concretizzato un impegno assunto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri: restituire alla collettività uno dei più significativi reperti della Repubblica, perché diventi patrimonio della memoria nazionale. La Fondazione Falcone ha espresso gratitudine al Presidente per l'omaggio alla memoria di Falcone, Morvillo e degli uomini della scorta, sottolineando il dovere dello Stato di custodire e tramandare il loro esempio.
Nel messaggio ufficiale di ringraziamento sono citati la Presidenza del Consiglio, il Ministero della Giustizia, il Ministero della Difesa, la Commissione parlamentare Antimafia e, in particolare, il Corpo di Polizia Penitenziaria, che accompagnerà la vettura nei principali momenti istituzionali con un presidio d'onore. Un riconoscimento è andato anche alle aziende che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
La Fiat Croma non è presentata solo come un oggetto materiale: il museo la intende come uno strumento permanente di conoscenza, riflessione e responsabilità, destinato a parlare alle nuove generazioni. Secondo la Fondazione, la vettura deve servire a comprendere il prezzo della libertà, della giustizia e della democrazia, trasformando il dolore in memoria e la memoria in impegno.
I fatti di Capaci e le vittime
Il contesto storico dell'esposizione è il grave attentato mafioso del 23 maggio 1992: sull'autostrada di Capaci fu fatto detonare, secondo la ricostruzione, oltre mezzo quintale di esplosivo, azionato dal mafioso Giovanni Brusca. Nei primi istanti dell'attentato furono colpiti gli uomini della scorta — Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani — servitori dello Stato che sacrificarono la propria vita nell'adempimento del dovere; pochi istanti dopo l'esplosione investì la Fiat Croma con a bordo Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.
La strage di Capaci, concepita da Cosa Nostra per piegare lo Stato tramite il terrore, è ricordata nel testo della Fondazione come l'inizio di una nuova stagione di riscatto civile, di coscienza collettiva e di impegno nella lotta contro la criminalità mafiosa.
Accesso al pubblico e conservazione
Da oggi la vettura è visitabile presso il Museo del Presente "Giovanni Falcone e Paolo Borsellino" a Palermo: ogni giorno studenti, cittadini, studiosi e visitatori dall'Italia e dall'estero potranno sostare davanti alla Fiat Croma per vedere non soltanto un'automobile, ma un simbolo del sacrificio e della capacità delle istituzioni di custodire il significato di quegli eventi. La presenza istituzionale e il presidio della Polizia Penitenziaria sono posti a garanzia della fruizione pubblica e della conservazione del reperto.
Perché la memoria non appartiene al passato: la Fondazione Falcone ribadisce che la memoria è un impegno nel presente, chiamato a informare l'educazione civica e la responsabilità collettiva nelle sfide contemporanee.
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