Madonie: tra Giornata degli Avvoltoi e il ritorno spettacolare dei nidianti del 2026

Il Madonie Geopark celebra la Giornata Internazionale degli Avvoltoi dopo una stagione che ha visto il ritorno riproduttivo di grifoni e capovaccai.

A cura di Redazione Redazione
08 settembre 2026 10:35
Madonie: tra Giornata degli Avvoltoi e il ritorno spettacolare dei nidianti del 2026 -
Condividi

La prima immagine arriva subito: è il primo sabato di settembre, la Giornata Internazionale degli Avvoltoi, e il Madonie Unesco Global Geopark sceglie questa ricorrenza per raccontare un piccolo miracolo naturalistico. La giornata, nata nel 2006 grazie all’Endangered Wildlife Trust e all’Hawk Conservancy Trust e oggi coordinata dal Vulture Specialist Group, è l’occasione per fare il punto su anni di lavoro sul campo e su risultati concreti.

La storia recente nelle Madonie è fatta di progetti di reintroduzione, punti di alimentazione (i cosiddetti carnai) e monitoraggi pazienti. Il ritorno degli avvoltoi non è un colpo di fortuna: è il frutto di azioni mirate. Dal 2023 con 1 individuo segnalato, al 2024 con 5 individui (3 adulti e 2 giovani), fino al 2025 la prima coppia che si è riprodotta con successo. Quei segnali hanno portato al passo successivo: confermare che la natura può rispondere, se gli vengono date le condizioni giuste.

Il grande risultato del 2026

Il culmine è arrivato nel 2026: la colonia appena reintrodotta ha visto la nascita e l’involo dei primi grifoni riprodotti sul posto dopo circa 70 anni di assenza. Parallelamente, si è registrata la nascita del capovaccaio — il giovane nato dalla coppia riproduttiva si è già involato ad agosto ed è in viaggio verso l’Africa insieme agli adulti. Nelle Madonie la tradizione popolare chiama questo rapace “Pasqualino”, perché ritorna alle nostre terre in primavera, attorno alla Pasqua.

Se consideri i numeri, il quadro è chiaro: dopo decenni di vuoto, la progressiva presenza di individui e la ripetizione delle nidificazioni nel 2025 e nel 2026 segnano non solo un successo locale ma l’inizio di una vera recupero di popolazione. Per il Parco delle Madonie è il secondo anno consecutivo di nidificazione con successo dopo circa 50 anni: una doppia conferma che le misure adottate funzionano.

Gli avvoltoi non sono solo simboli spettacolari nel cielo: svolgono un ruolo ecologico fondamentale. Nutrendosi di carcasse, tengono puliti i pascoli e contribuiscono a ridurre il rischio di diffusione di malattie. Per questo le stazioni di alimentazione non sono un vezzo, ma uno strumento pratico per ricostruire il ciclo naturale dello smaltimento delle carcasse.

Ora il Parco guarda oltre: il sogno è la reintroduzione del gipeto (avvoltoio barbuto), specie documentata nelle Madonie fino a metà Ottocento dal naturalista Francesco Mina Palumbo. Il gipeto è specializzato nel nutrirsi di ossa, quindi la sua eventuale reintroduzione completerebbe ulteriormente il ciclo di smaltimento e restituirebbe alla catena trofica una tessera mancante. È un progetto ambizioso, che richiederà studi, risorse e il supporto della comunità locale.

Se sei curioso o vuoi seguire questo percorso, la Giornata Internazionale degli Avvoltoi nelle Madonie è più di una festa: è un appuntamento per vedere, capire e celebrare come la cooperazione tra scienza, gestione del territorio e impegno civile possa riportare specie scomparse a casa. Un vecchio sogno si è realizzato; ora si lavora per trasformare il nuovo sogno del gipeto in realtà.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 08 settembre 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Palermo