La governante di Vitaliano Brancati torna in prima nazionale al Teatro Biondo con Branciaroli e Di Rauso

Il testo censurato del 1952 torna in scena a Palermo: una messa in scena che non aggiorna il testo ma mette a nudo il perbenismo e la vergogna.

A cura di Redazione Redazione
15 ottobre 2026 11:33
La governante di Vitaliano Brancati torna in prima nazionale al Teatro Biondo con Branciaroli e Di Rauso -
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Il capolavoro censurato di Vitaliano Brancati, La governante, debutta in prima nazionale al Teatro Biondo di Palermo il 17 ottobre con la regia di Valerio Santoro. La notizia segna l'incidente scatenante di una vicenda teatrale che riaffiora dopo decenni di rimozione: un testo del 1952 che la censura aveva tenuto ai margini e che oggi ritorna al centro del dibattito culturale.

Brancati è qui raccontato come autore che scava nelle pieghe del perbenismo borghese e nella contraddizione tra apparenza e verità. La trama si concentra su Caterina Leher, la governante francese, figura di rigore che nasconde un segreto e compie un atto di calunnia per salvarsi. Quel gesto diventa il cuore del dramma: la menzogna non solo rovina una vita, ma mette a nudo i meccanismi di controllo sociale e la vergogna che diventa destino.

La messa in scena di Santoro sceglie deliberatamente di non modernizzare il testo: la regia restituisce la pièce nella sua lingua e nella sua cifra originale, puntando su una contemporaneità che affiora nei non detti, negli sguardi e nelle tensioni. Questa scelta accentua il paradosso narrativo: un'opera d'epoca racconta, senza adattamenti, dinamiche ancora attuali di intolleranza e ipocrisia.

Al centro dello spettacolo stanno le interpretazioni di Franco Branciaroli (Leopoldo Platania) e Giovanna Di Rauso (Caterina Leher). Accanto a loro una compagnia composta da Massimo De Matteo, Emanuele Fortunati, Valentina Violo, Eletta Del Castillo, Paride Benassai, Carolina Sisto, che contribuisce a costruire un microcosmo borghese in frantumi. Le scene sono firmate da Luigi Ferrigno, i costumi da Dora Argento e le musiche da Paolo Coletta.

Il climax della serata è nel confronto tra colpa e pubblico giudizio: quando la menzogna esplode, il dramma rivela la sua carica esplosiva e l'ipocrisia della comunità che circonda i protagonisti. La rappresentazione non fornisce semplici risposte morali, ma piuttosto mette in scena la contraddizione tra ciò che si è e ciò che si è permesso di essere.

La produzione, curata da Teatro Biondo Palermo e Marche Teatro, mantiene una forte attenzione tecnica: le luci sono di Cesare Accetta, il sound design di Hubert Westkemper, con un cast tecnico e di scena ben articolato che include assistenti alla regia, macchinisti e il coordinamento dei servizi tecnici. La durata annunciata è di 2 ore e 10 minuti più intervallo, un'impostazione che lascia spazio alla tensione drammatica.

Cast, squadra e repliche

  • Leopoldo Platania: Franco Branciaroli
  • Caterina Leher: Giovanna Di Rauso
  • Alessandro Bonivaglia: Massimo De Matteo
  • Enrico, figlio di Leopoldo: Emanuele Fortunati
  • Jana: Valentina Violo
  • Elena, moglie di Enrico: Eletta Del Castillo
  • Portiere: Paride Benassai
  • Francesca: Carolina Sisto

Crediti tecnici principali: scene Luigi Ferrigno, costumi Dora Argento, musiche Paolo Coletta, luci Cesare Accetta, sound designer Hubert Westkemper. Produzione: Teatro Biondo Palermo / Marche Teatro.

Il calendario al Teatro Biondo prevede repliche dal 17 al 25 ottobre con spettacoli pomeridiani e serali; la tournée nazionale ripartirà a febbraio 2027 con tappe ad Ancona, Roma e altre città, confermando l'intenzione di portare il testo oltre la città che ospita la prima.

Mettere in scena oggi La governante equivale a interrogare il pubblico su quanto sia disposto a tollerare la verità quando lo riguarda. Il ritorno dell'opera di Brancati sul palcoscenico è dunque un'occasione per riaprire un confronto pubblico sulla moralità imposta, sulle conseguenze del silenzio e sul prezzo umano della rispettabilità.

La rappresentazione non si limita a restituire un testo storico: solleva domande sull'attualità delle sue ferite e sulla capacità del teatro di trasformare una pagina di storia censurata in uno specchio per il presente. Il richiamo è alle coscienze degli spettatori, chiamate a valutare la distanza tra maschere e volti, tra mascolinità patriarcale e fragilità privata.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 15 ottobre 2026

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