La manna delle Madonie alla Zagara d’Autunno: il Parco rilancia una tradizione

Alla 31ª Zagara d’Autunno l’Ente Parco delle Madonie porta la mostra sulla manna: ricerca, storia e un invito a visitare il Museo di Pollina.

A cura di Redazione Redazione
27 ottobre 2026 09:35
La manna delle Madonie alla Zagara d’Autunno: il Parco rilancia una tradizione -
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È bastata una mostra all'Orto Botanico per riportare la manna delle Madonie sotto i riflettori. All'appuntamento della 31ª Zagara d’Autunno l'evento "La manna dei frassini tra mito, paesaggio, saperi e tradizioni" ha messo in scena un pezzo importante del patrimonio locale, con immagini e oggetti che raccontano un mestiere ancora vivo.

La partecipazione è stata nutrita: l'Ente Parco delle Madonie era rappresentato dal dirigente dott. Peppuccio Bonomo, presenti anche i sindaci di Castelbuono (Mario Cicero) e di Pollina (Pietro Musotto), insieme a docenti universitari ed esponenti del mondo imprenditoriale. Un quadro che ha unito istituzioni, ricerca e comunità attorno a una tradizione millenaria.

Nel suo intervento Bonomo ha portato i saluti del presidente Giuseppe Ferrarello e ha ricordato le attività dell'Ente: studi sul germoplasma varietale, ricerche sulle caratteristiche del prodotto e collaborazioni con l'Università di Palermo. Non era solo propaganda: sono lavori concreti che puntano a sostenere la coltura del frassino da manna.

La mostra, curata dal prof. Rosario Schicchi dell'Orto Botanico, ha raccontato ogni fase della produzione: dalla cura degli alberi alla raccolta, passando per strumenti, documenti e fotografie. Sullo sfondo c'è il lavoro dei mannaluòri, quelle mani che ancora oggi trasformano il legno in dolcezza e saperi.

Il momento più sentito è stato quando il presidente Ferrarello ha ricordato che la manna è una risorsa preziosa per le Madonie: non solo valore economico, ma memoria, competenze e identità. Come Madonie Unesco Global Geopark l'Ente spinge per sostenere ricerca, tutela del frassino e iniziative che mantengano viva la tradizione.

C'è stato anche un invito chiaro alla divulgazione: Bonomo ha esortato chi non l'ha ancora fatto a visitare il Museo della Manna di Pollina, definendolo un luogo dove si può vedere da vicino il lavoro tradizionale e capire il legame profondo tra prodotto e territorio. Se non ci sei mai stato, è il tipo di posto che ti fa capire perché certe cose vanno protette.

La partecipazione dell'Ente Parco ha riportato l'attenzione sul lavoro scientifico dell'Università e sulla necessità di conservare competenze e saperi. L'atto di presentare studi, strumenti e storie è servito anche a ribadire che la tradizione non sopravvive senza ricerca e supporto istituzionale.

Alla fine della giornata la sensazione è stata chiara: la manna non è solo un prodotto, è storia e potenzialmente anche futuro per le comunità madonite. L'appello è semplice e diretto — sostenere la ricerca, visitare il museo, conoscere i mannaluòri — perché preservare questa pratica significa tenere in vita una parte autentica del nostro paesaggio e della nostra cultura.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 27 ottobre 2026

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