Madonie, firmata la convenzione: governance del paesaggio tra tutela e azione concreta

Accordo tra Regione e Ente Parco per manutenzione, rete sentieristica e gestione faunistica: un modello operativo per le Madonie.

A cura di Redazione Redazione
13 ottobre 2026 15:05
Madonie, firmata la convenzione: governance del paesaggio tra tutela e azione concreta -
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La firma della convenzione tra il Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale e l'Ente Parco delle Madonie – UNESCO Global Geopark è stata l'innesco che ha dato il via a un cambiamento concreto sul territorio. Non è stato un rito formale: per la comunità locale è la promessa di una presenza istituzionale più strutturata e continua.

I protagonisti sono noti: l'ingegner Alberto Pulizzi (Dirigente Generale del Dipartimento), il presidente Giuseppe Ferrarello dell'Ente Parco e l'assessore regionale all'agricoltura Luca Sammartino. A orchestrare l'operatività sarà il dottor Angelo Merlino, membro dello Staff di Direzione. È una squadra che unisce competenze tecniche e volontà politica per superare l'approccio emergenziale che finora ha frammentato gli interventi.

Il piano operativo che cambia il volto del Geopark

Al centro della convenzione c'è un piano d'azione dettagliato: non parliamo solo di sfalci e tagli, ma di una manutenzione che mira a restituire fruibilità e sicurezza. Gli operai forestali del Dipartimento sono chiamati al riassetto dei sentieri e al posizionamento di nuova tabellonistica, elementi fondamentali per chi vuole esplorare le Madonie in sicurezza.

La gestione della fauna selvatica riceve una risposta pratica: la convenzione prevede personale qualificato — i cosiddetti coadiutori — e l'uso di attrezzature tecniche moderne, come chiusini e celle frigorifere (mobili o fisse). Non si tratta di esercizi teorici: è il tipo di supporto operativo che permette di applicare i piani di gestione vigenti in modo continuativo.

Parallelo ma ugualmente importante è l'investimento nel capitale umano. La formazione specialistica degli operatori sarà realizzata in sinergia tra Dipartimento e Geopark: un approccio pensato per creare competenze durature, utili non solo per i boschi demaniali, ma anche per la tutela delle aree archeologiche e dei siti ambientali di pregio.

Il climax della vicenda arriva nelle parole del presidente Ferrarello: «Questo protocollo non è solo un atto tecnico, ma la traduzione concreta di una visione strategica che pone al centro la responsabilità condivisa e la tutela del patrimonio delle Madonie». Ferrarello ha ringraziato l'assessore Sammartino e il dirigente Pulizzi, citando il contributo operativo del dottor Merlino: una sorta di passaggio di testimone tra visione politica e lavoro sul campo.

Quello che viene ora è la fase di attuazione: cantieri di manutenzione, formazione, interventi di gestione faunistica e un presidio più visibile sul territorio. Per chi vive o visita le Madonie significa sentieri più curati, cartellonistica chiara e una gestione più professionale delle emergenze legate alla fauna e alla sicurezza dei percorsi.

Se guardi al progetto con occhio critico, la novità più interessante è la scelta di considerare il territorio come un patrimonio vivente, che richiede cura continua e coordinamento tra istituzioni. Non è una soluzione istantanea a tutti i problemi, ma rappresenta un modello di governance che potrà essere preso come esempio anche altrove, se la fase operativa manterrà le promesse e garantirá trasparenza nelle scelte.

Ora la palla passa ai tecnici e agli operatori sul campo: la convenzione ha tracciato la mappa, resta da vedere come e quanto velocemente le azioni previste si tradurranno in sentieri percorribili, protezione degli habitat e fruizione sostenibile. Le Madonie osservano: da modello annunciato a modello funzionante il passo va consolidato con impegno e controllo condiviso.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 13 ottobre 2026

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