Francesco Paolo Di Blasi | Il rivoluzionario palermitano decapitato non immagini perché

Scopri la vita di Francesco Paolo Di Blasi, il giurista e patriota palermitano che, ispirato dagli ideali illuministi, tentò di instaurare una repubblica in Sicilia, pagando con la vita il suo impegno per la libertà.

A cura di Paolo Privitera
28 febbraio 2025 18:00
Francesco Paolo Di Blasi | Il rivoluzionario palermitano decapitato non immagini perché - Illustrazione Francesco Paolo Di Blasi
Illustrazione Francesco Paolo Di Blasi
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Nel cuore della Sicilia del XVIII secolo, tra le ombre del potere borbonico e le fiamme della rivoluzione, un uomo osò sfidare il destino. Francesco Paolo Di Blasi, giurista illuminato e fervente patriota, sognava un’isola libera dall’oppressione, ma il suo sogno si trasformò in un incubo: tradito, arrestato e condannato a una morte brutale.

Ma cosa spinse questo uomo a rischiare tutto? E perché la sua eredità fa ancora tremare i potenti?

L’avvocato ribelle: un uomo contro il potere

Nato a Palermo nel 1755, Francesco Paolo Di Blasi apparteneva a una famiglia aristocratica, ma non si accontentava del lusso e della nobiltà. La sua vera passione era la giustizia. Studiò diritto e filosofia, avvicinandosi agli ideali illuministi che stavano scuotendo l’Europa.

Le sue opere, tra cui il celebre "Saggio sopra la legislazione di Sicilia", denunciavano la corruzione della monarchia borbonica e invocavano una società più equa, basata sulla libertà e sull’uguaglianza. Ma il potere non tollerava voci scomode…

Il sogno di una Sicilia repubblicana e il tradimento

Ispirato dalla Rivoluzione Francese, Di Blasi non si limitò a scrivere: organizzò una vera e propria cospirazione. Il suo piano? Rovesciare il dominio borbonico e trasformare la Sicilia in una repubblica indipendente.

Ma il sogno crollò in un attimo. Tradito da alcuni complici, fu arrestato nel 1795, processato per alto tradimento e condannato a una morte esemplare.

Un’esecuzione brutale: il macabro destino di Di Blasi

Il 20 maggio 1795, davanti a una folla ammutolita, il destino di Francesco Paolo Di Blasi fu segnato. Venne decapitato in Piazza Pretoria a Palermo, un monito per chiunque osasse sfidare il potere borbonico.

Ma non bastava ucciderlo. Il suo cadavere fu smembrato e le sue membra furono esposte in diverse parti della città, affinché nessuno osasse seguire il suo esempio.

Curiosità: il mistero della testa scomparsa di Di Blasi

Dopo l’esecuzione, il corpo del rivoluzionario venne fatto a pezzi, ma la sua testa sparì misteriosamente. Alcuni dicono che fu rubata dai suoi seguaci, che la conservarono in segreto per onorarne la memoria. Dove sia finita, ancora oggi rimane un enigma.

C’è chi sostiene che sia nascosta in un antico palazzo nobiliare di Palermo, mentre altri credono che sia stata sepolta in un luogo segreto per impedire che il popolo la trasformasse in un simbolo di ribellione.

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