Fra' Diego La Matina | Il frate ribelle di Palermo che sfidò l'Inquisizione e finì arso vivo
Scopri la storia di Fra' Diego La Matina, il frate palermitano che sfidò l'Inquisizione, uccise il suo inquisitore e fu condannato al rogo!

Nel cuore del XVII secolo, la Sicilia fu teatro di una delle vicende più sconvolgenti della storia dell'Inquisizione Spagnola. Fra' Diego La Matina, frate agostiniano di Racalmuto, passò alla storia come l'unico inquisito che riuscì a uccidere il proprio inquisitore. La sua ribellione lo portò a un tragico destino: il rogo pubblico durante un autodafé a Palermo.
Chi era Fra' Diego La Matina?
Nato nel 1622 a Racalmuto, Fra' Diego entrò giovanissimo nell'ordine degli Agostiniani Scalzi. La sua personalità carismatica e il suo pensiero ribelle lo portarono ben presto a scontrarsi con le autorità religiose.
Accusato inizialmente di brigantaggio e predicazioni eretiche, venne arrestato nel 1644 e condannato ai lavori forzati nelle galere spagnole. Dopo essere riuscito a fuggire, venne catturato di nuovo e rinchiuso nelle prigioni dell'Inquisizione di Palermo nel 1649, dove rimase per quasi tredici anni.
La prigionia e la ribellione contro l’Inquisizione
Nel carcere dell'Inquisizione, Fra' Diego subì ogni genere di tortura e umiliazione. I documenti storici raccontano di numerosi interrogatori e supplizi per farlo confessare crimini mai commessi.
Il 24 luglio 1657, durante uno degli interrogatori, Fra' Diego, ormai esasperato, riuscì a liberarsi dalle catene e, con un ferro da tortura, colpì mortalmente l’inquisitore Juan López de Cisneros. Il giudice ecclesiastico agonizzò per giorni prima di morire.
Questo gesto di estrema ribellione rappresentò un evento senza precedenti nella storia dell’Inquisizione.
La condanna e il rogo pubblico
L'assassinio dell'inquisitore scatenò la furia delle autorità religiose. Il 17 marzo 1658, Fra' Diego venne portato in Piazza Sant’Erasmo a Palermo per essere giustiziato.
Durante l'autodafé, venne condannato come eretico, ribelle e omicida, e fu arso vivo davanti a una folla attonita. Il suo corpo fu completamente ridotto in cenere, affinché nessuna reliquia potesse essere conservata dai suoi simpatizzanti.
Curiosità: L'uomo di tenace concetto
La storia di Fra' Diego La Matina ha ispirato Leonardo Sciascia, che lo definì "un uomo di tenace concetto" nel suo saggio Morte dell’Inquisitore.
A Racalmuto, ancora oggi, il suo nome è legato a leggende locali e persino a caverne che portano il suo nome, simbolo del suo spirito indomabile.
Un martire o un criminale?
La figura di Fra' Diego La Matina di Palermo rimane controversa: per alcuni un ribelle senza paura, per altri un criminale pericoloso. Tuttavia, la sua storia è una delle poche testimonianze di resistenza attiva contro il potere assoluto dell'Inquisizione.
Oggi il suo nome è ricordato come quello di un uomo che sfidò il sistema fino alle estreme conseguenze.