Palermo presenta un monologo sconvolgente | La schiavitù ha davvero un volto umano?
Scopri le emozioni di Memorie di una schiava con Pamela Villoresi e Baba Sissoko al Teatro Biondo di Palermo. Non perdere le repliche fino al 30 marzo! 🎭✨

Teatro Biondo di Palermo: Prima Nazionale di "Memorie di una Schiava"
Mercoledì 12 marzo alle ore 21.00, il Teatro Biondo di Palermo ospiterà la prima nazionale del toccante spettacolo "Memorie di una schiava". Sotto la direzione del regista Gigi Di Luca, l’attrice Pamela Villoresi interpreterà una narrazione che solleva interrogativi universali sulla schiavitù e il dolore umano. L’opera, liberamente tratta dal romanzo "Spedizione al baobab" della scrittrice sudafricana Wilma Stockenström, promette di toccare le corde emozionali del pubblico.
“Le ferite, le violenze, il dolore, l’umiliazione non hanno nazionalità”, ha affermato Di Luca, evidenziando come il lavoro si sposti su un piano universale, senza confinarsi in un contesto geografico specifico. La scelta di Villoresi, attrice non convenzionale per il ruolo, è un chiaro segno della volontà di dare a questa storia un’eco più ampia, capace di assorbire diverse esperienze di sofferenza e resistenza.
Il racconto della protagonista, che vive la sua vita di schiavitù e violenza, è un monologo poetico che riflette il desiderio di opporsi a una realtà oppressiva. Attraverso le parole di Wilma Stockenström, veniamo guidati tra le ombre e le luci di una vita segnata dall’umiliazione, ma anche dalla forza di una voce che reclama dignità e identità.
Un tocco di Magia e Musica
A dare corpo e anima alla narrazione saranno le musiche di Baba Sissoko, un griot maliano di grande talento. "È la musica che ha il compito di condurci in Africa", sottolinea Di Luca, utilizzando il potere della musica etnica per accompagnare lo spettatore in un viaggio sensoriale che sfida i confini spaziali e temporali. Le melodie dal vivo di Sissoko arricchiranno l’esperienza e contribuiranno a creare un’atmosfera unica dove parole e suoni si intersecano.
Riflessioni Contemporanee
"Memorie di una schiava" non è solo un racconto della sofferenza passata, ma un invito a riflettere sulle nuove forme di schiavitù che affliggono il mondo contemporaneo. Le parole della protagonista sono un eco delle storie di migliaia di donne, oggigiorno esposte a ingiustizie e violenze che negano la loro libertà. Con questo spettacolo, il pubblico avrà l’opportunità di confrontarsi con una realtà spesso trascurata, sollecitando una presa di coscienza e di responsabilità.
Un Viaggio di Speranza
Un elemento centrale della narrazione è il baobab, simbolo di rifugio e protezione, dove la protagonista trova un momento di intimità e ricerca di sé. "Sono un essere supremo in questa corteccia e ogni volta che lascio il ventre protettivo dell’albero torno a essere umana"; queste parole risuonano come un mantra di rinascita e speranza. L’albero diventa quindi un simbolo di resilienza, un luogo di resistenza in cui la protagonista comincia a riappropriarsi della propria vita nel tentativo di ricucire i pezzi frantumati della sua esistenza.
Le repliche dello spettacolo proseguiranno fino al 30 marzo, offrendo una preziosa occasione per immergersi in una narrazione intensa che tocca i temi dell’identità, della libertà e della dignità umana. In un’epoca in cui l’attenzione ai diritti umani è più che mai necessaria, "Memorie di una schiava" si propone di essere un faro di consapevolezza e una fonte di ispirazione per una lotta che abbraccia ogni angolo del mondo.