Sanità in Sicilia | Allarme della Cgil Sicilia sui ritardi dei progetti Pnrr

Ritardi nei progetti sanitari del Pnrr in Sicilia: secondo la Cgil Sicilia, solo il 7% dei fondi è stato speso e mancano 4.000 tra medici e infermieri

02 aprile 2025 08:54
Sanità in Sicilia | Allarme della Cgil Sicilia sui ritardi dei progetti Pnrr - Credit foto Cgil Sicilia
Credit foto Cgil Sicilia
Condividi

La sanità siciliana vive una fase di forte criticità. La carenza di personale e il ritardo nell'attuazione dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) stanno mettendo a dura prova il sistema sanitario regionale. Secondo la Cgil, il modello attuale è "ospedalecentrico" e ha abbandonato il territorio, rendendo sempre più difficile l'accesso alle cure per i cittadini. L'organizzazione sindacale sottolinea la necessità di una riforma profonda della legge sanitaria regionale, ormai datata, e di unificare sanita e assistenza sociale in un unico assessorato al Welfare.

Ritardi e mancata spesa dei fondi

I dati della piattaforma ReGis del Ministero delle Finanze mostrano una situazione preoccupante: su 929 progetti finanziati con 1,4 miliardi di euro, sono stati spesi solo 100,7 milioni, pari al 7% del totale, contro una media nazionale del 18,1%. La Cgil Sicilia denuncia che 334 progetti sanitari, per un valore di 420 milioni di euro, sono in forte ritardo. Tra questi, la realizzazione delle case della comunità e degli ospedali di comunità procede a rilento. Su 155 case previste, solo due sono state inaugurate, mentre è stato aperto un solo ospedale di comunità a fronte dei 43 programmati.

Mancanza di personale e richiesta di assunzioni straordinarie

 Oltre ai ritardi nei progetti, la carenza di medici e infermieri aggrava ulteriormente la crisi del sistema sanitario regionale. Secondo il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, mancano attualmente 4.000 tra medici e infermieri, una situazione che richiede un "piano straordinario di assunzioni". Inoltre, le risorse destinate all'emergenza Covid non sono state utilizzate efficacemente: dei 720 posti letto previsti in terapia intensiva, solo 109 sono stati attivati, e degli interventi previsti nei pronto soccorso, solo otto su ventiquattro sono stati realizzati. Con la scadenza del Pnrr fissata per giugno 2026, il rischio è che molti progetti non vengano completati, lasciando il sistema sanitario regionale in una situazione di perenne emergenza.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Il Fatto di Palermo sui social