Perquisizioni della Polizia a Palermo contro l'antisemitismo: due indagati per istigazione e minaccia

La Polizia di Stato di Palermo intensifica la lotta contro l'antisemitismo con perquisizioni straordinarie. Scopri di più! 🕵️‍♂️✨

A cura di Redazione Redazione
30 gennaio 2026 14:14
Perquisizioni della Polizia a Palermo contro l'antisemitismo: due indagati per istigazione e minaccia -
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La Polizia di Stato Indaga Due Soggetti per Istigazione alla Discriminazione

La Polizia di Stato di Palermo, attraverso la DIGOS, ha avviato un’inchiesta nei confronti di due individui accusati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. L’operazione è stata coordinata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e si inserisce nel più ampio sforzo di contrasto all’antisemitismo e a tutte le forme di odio.

L’indagine è scaturita dalla pubblicazione di post offensivi e minacciosi sulla piattaforma social X, rivolti contro la comunità ebraica. Le perquisizioni, effettuate presso le abitazioni degli indagati, hanno portato al sequestro di diversi dispositivi informatici che saranno oggetto di analisi approfondita.

Le Evidenze Raccolte

Durante le perquisizioni, è emersa una situazione inquietante. Analizzando uno degli smartphone sequestrati, gli investigatori hanno scoperto chat in cui venivano discussi i contenuti oggetto delle indagini. Tra le varie conversazioni, è stata anche rinvenuta una richiesta effettuata su un’intelligenza artificiale riguardo alla legalità delle espressioni di scherno rivolte agli ebrei, dimostrando una certa premeditazione nelle azioni.

Tuttavia, l’altra perquisizione ha rivelato che uno degli indagati era attivo in diversi gruppi Telegram di estrema destra. Queste scoperte suggeriscono un quadro preoccupante di radicalizzazione e incitamento all’odio che non può essere trascurato.

La Presunzione di Innocenza

La Polizia di Stato ha ribadito che, fino all’emissione di una sentenza definitiva, gli indagati godono della presunzione di innocenza, un principio fondamentale della nostra Costituzione. Nonostante ciò, l’attività svolta rappresenta un passo importante nella lotta contro ogni forma di intolleranza e discriminazione.

La vicenda si sviluppa in un contesto storico in cui l’odio razziale ed etnico continua a rappresentare una problematica attuale e urgente. Le autorità competenti si impegnano a monitorare e rispondere a tali manifestazioni di violenza verbale e ideologica, per garantire una società più inclusiva e rispettosa della diversità.

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