La facciata neogotica palermitana che cela un viceré dimenticato
Palazzo Campofranco in piazza Croce dei Vespri, Palermo: neogotico di Emmanuele Palazzotto del 1836 ispirato ad Abatellis, dimora del principe luogotenente Antonio Lucchesi Palli.
Nascita da edifici sparsi e un principe ambizioso
In piazza Croce dei Vespri, crocevia di storia sanguinosa del 1282, Palazzo Campofranco sorge assemblando casupole medievali per volere del principe Antonio Lucchesi Palli di Campofranco, luogotenente generale del Regno delle Due Sicilie. Nel 1835 incarica Emmanuele Palazzotto, architetto neoclassico-neogotico nato nel 1798, di unificare il fronte: ispirato al Palazzo Abatellis del Quattrocento, Palazzotto crea un capolavoro neogotico catalano, primo entro mura palermitane. Immagina il principe, potente viceré borbonico, che osserva i lavori: merli gigliati, finestre ogivali, portale ad arco acuto con stemmi nobiliari che gridano potere restaurato post-Risorgimento.wikipedia
Palazzotto, protetto dal cardinal Gravina, mescola gotico siciliano – come campanili della Cattedrale che firmò – con tocchi catalani: proporzioni armoniose, pietra chiara che riflette sole palermitano, balconi fioriti che spuntano come merli viventi. Il palazzo diventa salotto del principe, tra saloni affrescati e giardini interni che odorano di zagare.facebook
Neogotico che anticipa l'Europa
Ogni dettaglio urla revival: archetti trilobati, pinnacoli delicati, cornici floreali che evocano Abatellis ma con twist ottocentesco. Palazzotto, che trasformò carceri in finanze e duomi in capolavori, qui innesta gotico in città barocca: non castello, ma palazzo urbano per un nobile che navigava intrighi borbonici. Oggi dimora privata, ma esterno ipnotizza passanti: studenti del vicino liceo, turisti ai Vespri vicini, locals che lo chiamano "il gotico di Palli".loquis
Resta vivo simbolo: neogotico italiano raro, ponte tra Medioevo e modernità palermitana.facebook
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